L'arte contemporanea

 

L'arte contemporanea comincia col Romanticismo. Non con l'Impressionismo (come si usava dire fino a qualche  tempo fa), perchè l'Impressionismo è già totalmente immerso in quel rapporto vertiginoso e non dominato con la natura che è l'essenza stessa della contemporaneità. Non col Neoclassicismo, che è ancora legato ad un'idea statuaria ed eroica dell'umanità che discende dai miti rinascimentali. Col Romanticismo - bisogna afferrare questa idea centrale per capire tutta l'arte contemporanea - un ordine figurativo secolare, fondato sulla regola prospettica e sulla "divina proporzione", si rompe per sempre, rispondendo alle richieste espressive di una nuova consapevolezza dell'uomo su questo pianeta.

E' un cammino che si svolge per gradi. Senza un dio che detta leggi di comportamento, e senza certezze, l'uomo guarda soprattutto al proprio passato. Ne è fiero. Sa che la nobiltà del suo genere risiede tutta in quelle vestigia di antichità. Le interroga. Ma la risposta è terribilmente sorda e reticente. "Siamo solo lacerti" esse dicono. "Frammenti di un tempo in cui l'uomo - per volontà o illusione - riteneva di poter toccare la perfezione. Se tu, uomo contemporaneo, avverti la necessità di cercare conferme in noi, sei già sconfitto. Noi torniamo frammenti della perduta totalità. tracce della grandezza che non ti apparterrà più".

Con questa risposta finisce l'idea stessa di Umanesimo.

FLAVIO CAROLI